BRECCE / SEGNALIBRO / PRIMA ORA

Uno spazio di riflessione e di confronto per ragionare sul presente e fare memoria di certi fatti, certi libri e certi protagonisti che per una qualche ragione riteniamo utile segnalare ai nostri più giovani lettori

LE STRAGI CHE SCONVOLSERO L'ITALIA
NEL RACCONTO DI BIANCONI

DI LUIGI BRAMATO

Sarà mai possibile far luce sulle stragi che hanno dilaniato l’Italia negli anni del terrorismo? Se lo chiede Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera in un racconto puntuale e fitto di indizi, dal quale emergono novità giudiziarie, complicità indicibili e interrogativi mai del tutto chiariti: c’erano anche le Brigate Rosse in via Fani? perché è saltata in aria la stazione di Bologna? e piazza Fontana? è stato un commando di Lotta Continua a uccidere il commissario Calabresi? e perché l’anarchico Pinelli è “stato suicidato”? Sono trascorsi da allora quasi cinquanta anni: tutti o quasi i protagonisti sono deceduti, il cima politico e istituzionale è mutato, gli assetti internazionali pure, e i documenti desecretati che avrebbero dovuto rivelare chissà quali misteri non lo hanno fatto. È vero: in questo lasso di tempo è stato scritto e detto tanto, anche troppo forse, ma l’impressione è che proprio tutta la verità – nonostante i processi e le sentenze passate in giudicato – continuerà a rimanere “nell’ombra”. A meno di non cedere alla dietrologia e a quelle teorie del complotto che tutto alterano, tutto distorcono. E allora? Allora non resta che aspettare con fiducia che la Giustizia faccia il suo corso (anche dopo 50 anni?) e offrire alle giovani generazioni - al di là degli speciosi riscontri processuali - una lettura complessiva di quegli anni: e cioè che a partire da un determinato momento, il livello dello scontro politico divenne incandescente a tal punto da precipitare l’Italia – nel clima asfissiante della Guerra Fredda – in una spirale di inaudita ferocia lastricata di bombe, sequestri, guerriglia urbana e omicidi eccellenti compiuti da gruppi e bande armate terroristiche di matrice rivoluzionaria e neofascista molte delle quali eterodirette (quando non addirittura istruite e sovvenzionate) da apparati dello stato che ne hanno condizionato le strategie di morte. Per scongiurare imminenti pericoli o generarne di terribili.  

CYBERBULLISMO: SFIDE E INSIDIE DENTRO IL WEB
DI FRANCESCO S. MONGELLI

Questi 42 Studi per pianoforte solo op. 73, sono stati da me composti in un linguaggio tra il Classico ed il Contaminato. Hanno lo scopo di abituare il pianista alla lettura di armonie e ritmi vari. Andrebbero eseguiti esattamente a metronomo. I respiri musicali sono realizzati con misurazioni esatte. La necessità di usare l’esattezza ritmica, deriva dal fatto che essi possono essere esattamente sovrapposti agli Studi op. 73 High School of cello Playing di David Popper (1843-1913) per violoncello solo, anche attraverso una pre-registrazione della parte pianistica. Gli studi di Popper volevano costituire il vertice della tecnica violoncellistica. E lo sono effettivamente ma, nella pratica didattica, la loro difficoltà tecnica unita ad una armonia moderna, basata su: cromatismi, progressioni di settime diminuite, none, accordi alterati, li ha resi a volte incomprensibili nell’esecuzione per strumento solo. Affrontarli senza una analisi profonda del linguaggio armonico da Lui utilizzato, rischia di renderli difficilmente intellegibili. L’accompagnamento pianistico che i miei studi forniscono, in sovrapposizione ad essi, e l’eventuale utilizzo della base sonora, pubblicata in formato audio, con velocità modificabile a piacimento dall’utilizzatore, nonostante la necessità di una esecuzione a metronomo, rende gli studi popperiani, più comprensibili, vari e massimamente godibili all’ascolto. Esso, inoltre, è un valido supporto nello studio quotidiano. E’ necessaria una grande energia, certo, ma alla fine essi si trasformano in una sfida di genere ludico. Dunque auguro un buon divertimento, al pianista, al pianista virtuale, al violoncellista…ed all’ascoltatore.  Affrontarli senza una analisi profonda del linguaggio armonico da Lui utilizzato, rischia di renderli difficilmente intellegibili. L’accompagnamento pianistico che i miei studi forniscono, in sovrapposizione ad essi, e l’eventuale utilizzo della base sonora, pubblicata in formato audio, con velocità modificabile a piacimento dall’utilizzatore, nonostante la necessità di una esecuzione a metronomo, rende gli studi popperiani, più comprensibili, vari e massimamente godibili all’ascolto. Esso, inoltre, è un valido supporto nello studio quotidiano. E’ necessaria una grande energia, certo, ma alla fine essi si trasformano in una sfida di genere ludico. Dunque auguro un buon divertimento, al pianista, al pianista virtuale, al violoncellista…ed all’ascoltatore.